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martedì 8 giugno 2010

“ADESSO ANNOZERO PUO’ COMINCIARE”: LA CONFERENZA DI SANTORO E LA RISPOSTA DI GARIMBERTI



Quella che si è tenuta ieri, 7 giugno, negli studi RAI di viale Mazzini voleva essere la conferenza tramite la quale Michele Santoro avrebbe espresso le sue condizioni definitive in visione della sua eventuale seppur improbabile uscita dalla rete del servizio pubblico.
Così è stata, seppur contornata da valutazioni sulla più generale gestione della TV pubblica e sulla politicizzazione del contesto informativo.

Santoro si è chiesto come mai Annozero nonostante l’enorme successo mediatico e l’indubbia produttività economica apportata all’azienda si trovi in condizioni di così palese precarietà, condizioni mai raggiunte dalle sue trasmissioni nemmeno nel periodo di presidenza RAI della Moratti; continua denunciando come l’editore tramite il suo ufficio legale abbia scaricato su di lui la completa responsabilità rispetto a risvolti politicamente compromettenti del programma e come sia stato osteggiato in qualsiasi ipotesi di rinnovamento.

Significativo sotto il profilo personale è stato l’accenno fatto alle critiche ricevute in proposito alla sua eccessiva remunerazione e all’esosa liquidazione connessa con l’eventuale chiusura del programma, critiche alle quali ha risposto ricordando come, quando era in Mediaset ,abbandonò un contratto a tempo indeterminato che gli fruttava più del doppio pur di tornare in RAI.
Santoro si appella a Garimberti affinché si pronunci riguardo alla sua situazione, ma Telese ribatte che il presidente ha già detto di voler difendere Annozero, dichiarazioni che Santoro ritiene insufficienti facendole rientrare nel contesto di incomunicabilità che caratterizza anche il Consiglio Di Amministrazione e che porterebbe i singoli a non voler prendere posizioni forti e inequivocabili in difesa del programma; il conduttore chiede piuttosto che i vertici RAI indipendentemente dall’eventuale decisione assumano con chiarezza le responsabilità dei loro provvedimenti.
Più sconcertante la posizione di Buffa , giornalista de “L’Opinione”, il quale nel corso del suo intervento denuncia un clima da regime sovietico all’interno dell’amministrazione RAI, come se comandasse “qualcuno dall’esterno” creando un atmosfera di paura e intimidazione delle singole opinioni.
Alza i toni anche lo stesso Santoro parlando di violenza e mobbing nei suoi confronti, auspicando un servizio televisivo che non sia TV di stato ma TV pubblica nel accezione sostanziale del termine, constatando un progressivo inaridimento della libertà d’informazione nella RAI, osteggiando la prassi dei Format televisivi preconfezionati che stanno invadendo il servizio pubblico, trasformando gli autori televisivi in meri funzionari economici, attenti solo al profitto e al mantenimento dell’inoffensività politica dei loro prodotti.

Nel corso della stessa giornata è arrivata la tanto desiderata risposta di Garimberti che usando un’ espressione dello stesso Santoro ha affermato “adesso Annozero può cominciare”, giustificando la poca chiarezza delle sue precedenti dichiarazioni con la mancanza di domande dirette a conoscere la sua opinione al riguardo.
Così si è pacificamente chiuso un altro capitolo dell’epopea televisiva di Michele Santoro fatta di contestazioni, ricorsi giudiziari e pressioni politiche, che al di là della condivisibilità o meno del personaggio in sé riporta all’attenzione un problema mai venuto a mancare nel corso di questa giovane “seconda repubblica” quello dell’ingerenza degli interessi economico-politici in ambito televisivo, problema che non sembra attenuarsi con gli anni ma che al contrario appare crescere parallelamente allo svilimento del compito di libera informazione che la televisione pubblica dovrebbe assolvere e che sembra progredire in direzione di un’ incessante “alleggerimento “dei contenuti.


-Riccardo Trobbiani-