venerdì 19 novembre 2010
Strage di Piazza della Loggia: L'ennesima scoraggiante assoluzione
Una settimana di camera di consiglio.
E’ questo il tempo che la corte d’assise di Brescia ha ritenuto necessario per esprimere il proprio giudizio in merito alla responsabilità di Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte,Francesco delfino e Pino Rauti riguardo ai fatti della strage di piazza della Loggia del 28 Maggio 1974, giudizio che ha portato alla assoluzione della totalità dei suddetti. Per i primi quattro dei cinque imputati solo poche settimane fa i PM avevano chiesto l’ergastolo, accusandoli di fronte alla magistratura giudicante di concorso in strage.
Ciò che avvilisce e sconforta i disillusi parenti delle vittime è il reiterarsi di una spiacevole situazione giudiziaria che già conoscono bene, avendo visto concludersi con buchi nell’acqua le precedenti indagini e processi già tenutisi nel ‘79 e nel ’87
Ma torniamo all’antefatto, svoltosi in quel drammatico giorno di Maggio in una delle piazze principali di Brescia,luogo che divenne teatro di un sanguinoso attentato politico, quando una bomba nascosta in un cestino della spazzatura esplose colpendo in pieno il corteo di protesta del “Comitato Antifascista”, uccidendo otto persone e ferendone un centinaio, dando vita all’ennesimo capitolo buio della storia italiana di quegli anni.
L’attribuzione dell’attentato all’organizzazione neofascista Ordine Nuovo aprì la strada ad un travagliato e inconcludente capitolo giudiziario ed investigativo, tartassato da plurime ipotesi di coinvolgimenti dello stato, da morti (come quella dell’ indagato Ermanno Buzzi,strangolato in carcere) e dagli immancabili insabbiamenti ai quali ci dovremmo essere ormai abituati sentendone parlare ogniqualvolta ci si trova a trattare di stragismo.
Il più clamoroso tra questi, degno di nota soprattutto per la prontezza nella sua esecuzione, parrebbe essere la pulizia del luogo della strage fatta dai pompieri prima che le autorità giudiziarie potessero raccogliere le prove, Vigili che“lavarono” via ogni possibile indizio sotto indicazione di una non ben individuata autorità dirigenziale.
Ma chi sono i personaggi sopracitati, seduti più volte sul banco degli imputati anche nei precedenti processi e oggi rilasciati per insufficienza di prove? Zorzi,Maggi e Tramonte sono ex militanti di Ordine Nuovo il cui coinvolgimento nell’organizzazione della strage è pressoché certo, salvo la palese impossibilità di determinare responsabilità individuali; Tramonte, a quel tempo anche collaboratore dei servizi segreti italiani, pare essere stato individuato in una foto scattata poco dopo il fatto e rinvenuta ad anni di distanza. Francesco Delfino è un ex generale dei carabinieri , all'epoca responsabile,con il grado di capitano , del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Brescia ed infine Pino Rauti, fondatore dello stesso movimento sovversivo.
Secondo Alfredo Bazoli, figlio di uno dei manifestanti trucidati al tempo ed oggi impegnato assieme al comitato dei parenti delle vittime, almeno un risultato sarebbe probabilmente stato raggiunto:“ora la verità storica c’è” afferma l’uomo, convinto che malgrado la mancata condanna dei colpevoli la gran mole di testimonianze e prove raccolte negli anni di indagini abbiano perlomeno portato a far luce sul contesto nel quale si svolse il dramma.
Resta ora da aspettare che gli atti processuali e le motivazioni della decisione dei giudici vengano resi pubblici, nel frattempo possiamo solo sperare di non dover più assistere alle vergognose polemiche partitiche sollevate in questi giorni, delle quali si è fatta “portavoce” la deputata Viviana Beccalossi tramite un infelice appunto sui presunti presupposti politici dell’indagine che porterebbero a cercare i responsabili “da una sola parte”, sintomo di un sistema politico incapace di consegnare le rispettive logiche di destra e sinistra al più adeguato contesto storico.
-Riccardo Trobbiani-
Richtig
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