Ci pensa poi Casini ad affondare il coltello nella questione "malgoverno" e "malcostumi". Parla infatti di una continua e progressiva decadenza dei costumi in Italia legittimata dal cattivo esempio che il governo dà, un governo secessionista, un governo che guarda il paese che affonda tra tagli e colpi bassi ad istruzione, sanità e regioni, un governo che invece che tentare di ricucire gli strappi e le differenze tra nord e sud, dà potere a partiti secessionisti, ad autonomie, un governo che vive di consenso ottenuto grazie al populismo, "un governo figlio di un bipolarismo che non funziona". Così viene descritto lo scenario politico italiano dal leader dell'UDC che invita i presenti ad aprire una nuova pagina di governo, definendo un dovere verso i cittadini il voltare pagina.
L'invito viene preso al volo dall'ex margheritino Francesco Rutelli ora leader dell'Api, il quale ricorda come in occasione dell'Unità d'Italia diverse correnti politiche si misero insieme insieme per costruire il paese, per il bene del paese. Ricorda poi come ogni giorno il Presidente della Repubblica Napolitano sia costretto a richiamare il governo per la decadenza dei costumi che viene adottata da molti elementi del governo stesso e invita gli astanti a ragionare sull'assurdità di ciò e a chiudere questo fallimentare capitolo di governo. Rutelli parla di vari fenomeni che hanno preso piede nel nostro paese quali i trattati europei, il trasferimento dei poteri alle regioni e la globalizzazione e di come questi sedici anni di governo siano stati deleteri e di quanto chi governava non sia riuscito a stare al passo con questi nuovi fenomeni. Parla poi di un'assenza in tutto questo tempo di nuove realtà politiche solide e affidabili a favore di realtà fallimentari e secessioniste come il Pdl e la Lega che invece che investire sul futuro hanno investito sul passato e sul presente e in malo modo. Riguardo al federalismo Rutelli si dice favorevole nella misura in cui il federalismo sia uno strumento per far avanzare il sud e non per favorire ancora una volta il nord a discapito del già arretrato mezzogiorno.
Ed ecco che finalmente il microfono arriva tra le mani dell'attesissimo Presidente della Camera Gianfranco Fini, il quale non si sbilancia con propaganda e antiberlusconismo, bensì si mantiene sull'istituzionale. Invita i più giovani tra gli astanti a ragionare su cosa vuol dire oggi essere italiani e invita tutti a confrontarsi con i cambiamenti che la caduta del Muro di Berlino ha progressivamente portato nella nostra società, il crollo delle ideologie e una nuova società italiana derivata dalla delegazione di molti poteri a Bruxelles, sulla sovranità delegata all'Europa, una società nuova, multipla, multietnica. La classe politica di oggi pensa solo al presente e troppo spesso al passato, per Fini bisogna invece guardare al futuro, a questi fenomeni europei che nell'arco di vent'anni se non meno stravolgeranno il nostro modo di vivere, le nostra città e la nostra patria. Si sofferma poi sul concetto di patria oggi, che non è più solo la terra dei "patres", bensì la terra anche di chi è in Italia, chi ci nasce ma che non ha origini italiane. L'Italia di oggi e l'Italia del futuro deve essere un paese che garantisce un comune destino nazionale e che viene cementato ogni giorno dalle istituzioni che devono far sentire tutti i cittadini orgogliosi di essere italiani. Parla poi di necessità anche sul fronte dell'analisi del cittadino: "Bisogna individuare nuovi strumenti per analizzare lo status dei cittadini, non si può utilizzare solo reddito procapite, bisogna utilizzare come fanno in Francia misure più concrete e reali come l'efficenza dei serivizi pubblici e il livello di criminalità in ogni zona d'Italia, sono questi i veri strumenti di misurazione". Insomma per il Presidente della camera è tempo di futuro e libertà, per tutti, è tempo di riforme ed è tempo di azioni concrete per il bene del paese e questa linea comune adottata da UDC, API E FLI è l'unica soluzione per avere un esecutivo che in tempi brevi risolva le mille problematiche che il paese ha e aggiunge l'ex AN che solo in Italia un'azione di governo che vuole mirare al bene del paese, di fronte al palese disastro del governo attuale, viene bollata come alto tradimento. Fini conclude dicendo basta alla politica dello scaricabarile, del ping pong, degli scandali e dei giochi di poltrona, dice "bisogna individuare e costruire il futuro", "altrimenti la politica si autoescluderà dalla vita dei cittadini italiani" stanchi di queste farse inconcludenti che il governo porta avanti da ormai troppo tempo.
-Marco Catitti-
Richtig




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