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giovedì 8 aprile 2010

Nostalgici? Si, ma del V secolo!

Vorrei sottoporvi alla lettura di alcuni discorsi che reputo storicamente e politicamente importanti e edificanti (alcuni di più altri di meno). Stavolta non esprimerò giudizi, spero di potermi fidare del vostro  di giudizio. E se come me, al termine della lettura dei discorsi, vi venisse in mente di impegnarvi giorno e notte alla costruzione di una macchina del tempo che possa riportarci nel V secolo a.C. , beh allora sentitevi del tutto liberi di farlo e legittimati dalla vostra normalità, dalla vostra , dalla mia e dalla nostra libertà.

461 a.C. Pericle

Interpretato da Paolo Rossi: http://www.youtube.com/watch?v=qKndI5ovn8I&feature=player_embedded

Qui ad Atene noi facciamo così: qui il nostro governo favorisce i molti, invece dei pochi, e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così: le leggi, qui, assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza, quando un cittadino si distingue, allora esso sarà a preferenza di altri chiamato a servire lo stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa, al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.Qui ad Atene noi facciamo così: la libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana, noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro, e non infastidiamo mai il nostro prossimo, se al nostro prossimo piace vivere a modo suo, noi siamo liberi, liberi di vivere, proprio come ci piace, e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari, quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.Qui ad Atene noi facciamo così: ci é stato insegnato di rispettare i magistrati e ci é stato insegnato anche di rispettare le leggi, e di non dimenticare mai coloro che ricevono offesa, e ci e’ stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte, che risiedono nell’universale sentimento di ciò che é giusto, e di ciò che é buonsenso.Qui ad Atene noi facciamo così: un uomo che non si interessa allo stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile, e benché in pochi siano in grado di dar vita a una politica, beh, tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicita sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma io proclamo Atene scuola dell’Ellade, e che ogni ateniese cresce prostrando in se una felice versastilità la fiducia in se stesso e la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione. Ed é per questo che la nostra città é aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così!

Oggi (scusate ma non ho il testo del discorso)

Silvio Berlusconi

http://tv.repubblica.it/piu-visti/settimana/berlusconi-contro-pd-e-giudici-(discorso)/44261?video




Il primo discorso: una manciata di minuti e un contenuto impeccabile. Pericle da' credito alle istituzioni e parla di libertà e giustizia per tutti. Parla di diritti e doveri verso la società e verso gli altri cittadini. La discussione non è un ostacolo alla democrazia, allo stato, anzi. Invita TUTTI i cittadini a rispettare le leggi, non a farsene per risolvere delle faccende personali.
Il secondo discorso: quaranta minuti di manipolazione e demagogia, di istigazione all'odio verso le altri parti politiche e verso la magistratura. Berlusconi parla di amore per il proprio popolo, di amore nella sua fazione politica, lo stesso amore che qualche tempo fa ha spinto i "manifestanti" dell'amore a spintonare i dissidenti politici. Nel PDL c'è così tanto amore, che per amore del Presidente del Consiglio dei ministri fanno leggi che ne garantiscono l'incolumità penale, e spesso sempre per questo "amore" che aleggia libero quà e là, nel PDL si chiude un occhio se qualcuno ha qualche accusa di troppo per Mafia, associazione a delinquere e quant'altro. Questo amore che si tramuta senza che ce ne accorgiamo in odio per le libertà e per le istituzioni, istiga l'elettorato berlusconiano (annebbiato evidentemente da questo amore) ad andare contro la magistratura e a santificare una tra le persone con più carichi pendenti che il nostro "Bel Paese" abbia mai conosciuto (e di criminali ce ne abbiamo avuti in Italia eh).

Non mi dilungherò ulteriormente a commentare tutte le belle parole che avete letto ed ascoltato fin'ora, anche perchè avevo promesso che non lo avrei fatto. Voglio solo sottoporre alla vostra attenzione una differenza che ho trovato tra i due oratori, dalla quale credo si possano dedurre tutte le restanti: il primo oratore invitava il popolo a credere nella giustizia, il secondo ad andarle contro e a diffidarne. Fa quasi paura.

Richtig.
-Marco Catitti-

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