Paolo Dringoli Stiamo assistendo da settimane a questa parte ad un periodo piuttosto tumultuoso per la Chiesa, dovuto alle accuse di pedofilia che hanno colpito le gerarchie ecclesiastiche, dalle più umili alle più elevate. Le vittime, adulte ormai, che denunciano episodi di abusi subiti in tenera età da parte di sacerdoti della loro parrocchia e non, sono a migliaia in tutto il mondo. Solo adesso si (ri)fanno sentire sull'onda della contestazione generale, decidendo di far riemergere quei drammi e quelle sofferenze che avevano celato dentro di se per molto tempo. La gravità della situazione ha indotto il Papa a reagire duramente ricorrendo a drastici provvedimenti nei confronti dei diretti colpevoli delle violenze e a quei cardinali rei di aver taciuto di fronte a tali episodi avvenuti nella propria diocesi.
Il mondo cattolico insomma sta vivendo giorni di vera Passione che hanno scosso le fondamenta stesse della Chiesa. Ci si domanda come è potuto accadere tutto questo e si è sgomenti perché non si hanno risposte. L'emblema di purezza e di esemplare moralità che la Chiesa ha il dovere di trasmettere è venuto meno, conseguentemente al decadimento spirituale dei principi etici i quali, privati di un riscontro concreto, hanno perso il loro effettivo valore. La corruzione, la pedofilia ed altri mali che dilaniano la Chiesa non sono altro che manifestazioni del maligno che alberga stabilmente da tempo immemore anche tra le mura Vaticane. E le conseguenze si possono apprezzare concretamente nella realtà: cardinali che non credono in Gesù, vescovi collegati con il demonio, si parla addirittura di “fumo di Satana” nelle Sacre stanze. Tesi espresse e confermate con vigore da padre Gabriele Amorth, sacerdote paolino e più famoso esorcista al mondo. I recenti sondaggi sono la riprova della crisi che sta colpendo l'immagine stessa del cattolicesimo, soprattutto all'estero: meno di un terzo dei cattolici Usa ha un'opinione favorevole dell'operato del Papa contro il 40% del 2006.
Niente e nulla potrà restituire alle vittime delle violenze la dignità e la fiducia di cui sono ampiamente state private. Non esiste giustizia umana che possa appagare un torto del genere. L'unica luce che potrà risollevare il destino della Chiesa dal buio in cui è piombata è Cristo. È l'appello sentito da parte di Juliàn Carròn, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, rivolto al mondo della cristianità cattolica e in particolare al Papa, al quale ricorda che “è nella comunione della Chiesa che incontriamo la persona di Gesù Cristo” e che nel perdono e nella preghiera che è possibile “riscoprire l'infinito amore di Cristo per ciascuno di noi”. Ed è proprio in questa direzione che Benedetto XVI si sta muovendo allo scopo di salvare il vascello di Pietro dall'ennesimo ostacolo che il maligno ha parato nel suo tragitto.
Ma la domanda che mi pongo e vi rivolgo è la seguente: riuscirà l'uomo a scongiurare la tentazione che lo affligge quotidianamente? Seppur siano vescovi, cardinali o sacerdoti, sono pur sempre uomini e sono soggetti ai piaceri e ai peccati della carne. Inoltre, in questo particolare caso, si evince con maggior vigore il dualismo kantiano di animale (corpo) e santo (anima) che caratterizza il precario equilibrio interiore di ogni uomo. Di recente, si sostiene infatti che sia necessario eliminare il celibato in modo da sopperire a tali mancanze. Ma è un tentativo a mio parere sconsiderato, perché in questo modo non si fa altro che soggiogarsi a nuove tentazioni, tralasciando il messaggio divino che dovrebbe essere alla base della vocazione ecclesiastica. Ma è anche vero che la dottrina cattolica prevede che solo dall'equilibrio tra spirito, anima e corpo si possa giungere alla felicità. Questo indurrebbe a pensare che gli uomini di Chiesa siano i più volubili alle tentazioni carnali allo scopo di appagare il proprio benessere personale; ma è proprio a questo punto che interviene l'insegnamento di Cristo: il principio di amore verso il prossimo è quello che dovrebbe spingere chiunque, specie se si è ecclesiastici, ad abbandonare l'egoismo del piacere, abbracciando la filosofia dell'altruismo e della carità, principi cardine del cattolicesimo.
Riuscirà dunque il mondo cattolico a ritrovarsi in questi principi sani, un tempo all'ordine del giorno, trasmessi con forza e vigore dai Padri della Chiesa? Questa Pasqua segnerà una nuova Resurrezione?
Richtig.
-Paolo Dringoli-
Pubblicazione autorizzata da Marco Catitti
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