giovedì 20 maggio 2010
PdL, Italia, Processo di Lacerazione dell'Italia
Purtroppo la politica di oggi è oramai ridotta ad una sorta di agglomerato di sessantenni (se ci va bene) chiusi in due camere nel centro di Roma divise in vari schieramenti: Il PdL che casualmente ha una buona parte dei suoi esponenti (alcuni dei quali dovrebbero rappresentarci ed assere un esempio per tutti noi) che è immischiata in affari illeciti (ma tanto con la nuova legge sulle intercettazioni quei pochi che riuscivamo a incastrare non li incastriamo più), il PD che scalda la poltrona (però devo dire che lo fanno bene eh) e altre forze quali IdV e UdC che molto spesso non hanno voce in capitolo. Grazie a questa situazione alquanto "particolare" ed unica nel suo genere, il PdL al fianco dei secessionisti della Lega Nord quasi con ingordigia tentano di squartare e sviscerare questo piatto già mal messo quale è l'Italia del 2010.
Applicare il federalismo fiscale ora? In un periodo di crisi? Cari ragazzi del Carroccio ma vi sembra il caso e soprattutto in questo periodo? Ma cosa pensate che potrà avvenire in regioni quali la Calabria dove il deficit della sanità ammonta a più di 2 miliardi di euro? Quì non si parla di destra o di sinistra, qui si parla di sentimento nazionale e la Padania fino a prova contraria non esiste (deo gratias), indi per cui il sol pensiero di abbandonare al loro destino il sud d'Italia, tra le fauci della malavita organizzata mi è causa di molteplici disturbi.
Vogliamo parlare del così detto "processo breve"? Ma come si fa a stabilire la durata di un indagine che porta avanti un magistrato? E' vero che in italia la giustizia ha dei tempi lunghissimi, ma molto spesso, come ad esempio nei processi per mafia, le indagine sono molto delicate ed i tempi si allungano di molto. E se un magistrato avesse bisogno di altro tempo? In questo caso sarebbe prevista una sorta di "proroga" fantoccio, ma che comunque per alcuni processi non potrà mai essere sufficientemente lungo per il corretto svolgimento delle indagini e del processo stesso.
L'ultimissimo modo per tentare di distruggere la giustizia in Italia e dare il colpo di grazia alla magistratura e alla libertà di stampa, è il DDL sulle intercettazioni telefoniche, strumento attraverso il quale è stato scoperto il malaffare di Scajola e della famosa Cricca e prima ancora quello di Scajola. In passato le intercettazioni sono state delle prove grazie alle quali sono stati effettuati numerosi arresti anche nella malavita del sud d'Italia (anche se oramai il malaffare sembra esser dilagato anche in Lombardia, alla faccia dei leghisti anti-terroni, ora se li ritrovano in casa). Per quanto riguarda la libertà di stampa, i giornalisti devono poter essere liberi di pubblicare intercettazioni inerenti ad attività legali portate avanti da chiunque, e dal momento che nelle nostre aule di tribunale si legge ancora "la legge è uguale per tutti" (ma non so per quanto ci rimarrà), non vedo perchè personaggi più noti del comune cittadino debbano essere esonerati dall'essere denunciati dalla stampa se colti in flagrante. Insomma le intercettazioni sono un mezzo indispensabile per uno stato democratico(?) come il nostro, anche perchè con tutti questi provvedimenti restrittivi, non si fa altro che limitare le libertà del cittadino medio e ampliare quelle del malavitoso.
Non sarà mica che quella di Anemone non è l'unica cricca? E se fossero solo delle pedine, in una scacchiera gigantesca che si sta muovendo in fretta e furia lavorando giorno e notte per "riformare" il paese?
Io un'idea ce l'avrei.
-Marco Catitti-
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