E' pesantissimo il bilancio della giornata di protesta degli universitari contro il governo. Tutto era iniziato pacificamente con un corteo partito intorno alle 10 da piazzale Aldo Moro diretto verso il centro della città. Intorno alle 12.15, il grande corteo degli studenti universitari (circa 100 mila secondo gli organizzatori) si è unito con quello della Fiom e dei movimenti sociali, in protesta per «sfiduciare il Governo dal basso assediando i palazzi del potere». Il corteo una volta giunto in una Piazza Venezia totalmente blindata, era stata deviato su via Botteghe Oscure e quindi incanalato verso Largo Argentina, comunque bloccata in più punti, per evitare qualuque accesso a Palazzo Chigi e a Montecitorio, la cosiddetta “zona rossa” (si calcola un dispiegamento di forze dell’ordine pari a circa 1500 uomini).
Le prime schermaglie sono cominciate soprattutto nella parte del corteo dove si trovavano i centri sociali. Fin da subito è apparso chiaro infatti che i disordini erano opera di piccoli gruppi facinorosi infiltrati tra gli studenti in protesta. Tensione e scontri col passare delle ore si sono spostati nei pressi del Senato: petardi, fumogeni, palloncini pieni di vernice, uova ed anche sedie e tavolini prelevati dai bar nella zona circostante sono stati letteralmente scagliati contro le camionette e i poliziotti che stazionavano lungo le vie di accesso a Palazzo Madama, i quali di contro hanno risposto con lanci di lacrimogeni verso il corteo di manifestanti.
Ore dopo, all'altezza di vicolo del Grottino alcuni gruppi di ragazzi con caschi e scudi (probabilmente black-bloc) e armati di fumogeni, pietre e bastoni si sono staccati dal corteo e hanno tentato l'assalto a tre blindati della Guardia di Finanza, all'altezza di via delle Carrozze. Oltre a numerosi finanzieri aggrediti, oggetto della furia è stato anche un camioncino dell’Ama, l’azienda che si occupa della nettezza urbana, ed anche la sede della Protezione civile, assaltata nei pressi di via Ulpiano. Quasi tutti i manifestanti si sono poi spostati verso Piazza del Popolo, dove gli scontri sono proseguiti fino a tarda sera.
Bilancio della giornata? La Questura parla di 57 feriti tra le forze dell’ordine e almeno una ventina tra i manifestanti. 41 giovani identificati, 23 arrestati (di cui 22 già scarcerati) e 5 denunciati, decine di negozi distrutti e circa 300 auto danneggiate. Danni complessivi? Il sindaco Alemanno ha parlato di 20 milioni euro per rimettere a posto la Capitale e farla tornare come era prima, anche se i commercianti hanno preventivato solo 150 mila euro di danni. "C'è una profonda sensazione di ingiustizia di fronte a queste decisioni perché i danni provocati alla città e la gravità degli scontri richiedono ben altra fermezza nel giudizio della magistratura sui presunti responsabili di questi reati." Queste sono le parole pronunciate dal sindaco Alemanno dopo la scarcerazione della quasi totalità degli arrestati durante gli scontri.
Paolo Dringoli

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