sabato 11 dicembre 2010
Tanzi, ultimo atto
18 anni in primo grado a Calisto Tanzi per il crac Parmalat: questa è la sentenza emessa dal Tribunale di Parma a chiusura del processo per bancarotta fraudolenta a cui è stato sottoposto l’ex patrono della multinazionale di Collecchio. Assieme a lui, tra le altre pene maggiori, a Fausto Tonna sono andati 14 anni di carcere, 10 anni a Giovanni Tanzi (fratello di Calisto), 8 anni all'ex direttore marketing Domenico Barili e 6 anni all'ex presidente di Banca Monte Parma Luciano Silingardi. Questo potrebbe veramente essere l’ultimo atto di una drammatica vicenda iniziata nel lontano dicembre 2003, quando un indagine della procura meneghina circa le difficoltà della Parmalat riscontrate nel pagamento di un pacchetto di obbligazioni in scadenza, portò alla luce un buco di bilancio di oltre 14 miliardi di euro. Da quel giorno 80 mila risparmiatori scoprirono di possedere tra le mani bond spazzatura, titoli fasulli, privi di qualsiasi valore. Il mese dopo per Tanzi ed altri sette dirigenti scattarono le manette e si aprirono due filoni d’inchiesta: uno sulla bancarotta, conclusosi ieri, a Parma (dove ha sede legale il gruppo) e un altro per reati finanziari a Milano (dove ha sede la Borsa), conclusosi nel dicembre 2008 con la condanna a 10 anni di reclusione per Tanzi per aggiotaggio: alla fine 28 sono gli anni di reclusione totali per l’imprenditore italiano, protagonista del più grande scandalo di bancarotta fraudolenta e aggiotaggio perpetrato da una società privata in Europa. Ora Tanzi dovrà risarcire 2 miliardi di euro alla nuova azienda sorta dalle ceneri del crac e il 5% del valore nominale delle obbligazioni ai risparmiatori: circa 30 milioni. Un risarcimento talmente esiguo da risultare praticamente nullo. Le uniche a sorridere invece sono le banche, tutte assolte da qualsiasi imputazione, ma per alcuni (molti) le vere responsabili del crac, per il semplice fatto di aver continuato a vendere sul mercato titoli fasulli a investitori ignari della reale condizione finanziaria della Parmalat.
Ora per Tanzi potrebbero aprirsi le porte del carcere, anche se la legge prevede i domiciliari per gli over 70. Ma considerata la rilevanza del fatto accaduto e il precedente tentativo di fuga dell’imprenditore in Ecuador (prima dell’arresto), non è escluso che i domiciliari possano non essere concessi. A riguardo si attendono ulteriori sviluppi.
Paolo Dringoli
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