venerdì 10 dicembre 2010
Rifiuti: Che si possa cambiare mentalità?
“I cittadini dell’Unione Europea hanno il diritto a vivere in un ambiente pulito e sano”, questo è ciò che ha detto il commissario europeo per l’Ambiente Janez Potočnik, riguardo alla situazione rifiuti a Napoli, che conta ancora oggi 1700 tonnellate di immondizia sul proprio suolo. Il commissario si riferisce alla direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, che disciplina la materia dei rifiuti nell’Unione Europea ed impegna ogni Stato membro e le rispettive autorità competenti a varare un efficace piano di gestione e smaltimento. L’obiettivo di questa direttiva è quello di eliminare i rifiuti senza mettere in pericolo la salute umana e l’ambiente.
L’Italia ha fallito, nuovamente. Siamo arrivati alla Krísis, ma non disperate prima del dovuto, non si parla dell’ennesima crisi economica, sociale o politica, bensì dell’Opportunità. Questa parola per i greci non aveva affatto un’accezione negativa come può averla per noi, anzi, non era altro che l’occasione per cambiare, rivedere certi dettami del passato, analizzare nuove prospettive di sviluppo ed uscire da una fase problematica. Noi italiani siamo un popolo che non è riuscito a fare del riciclaggio e del rispetto per l’ambiente una sua virtù, a differenza di altri paesi europei che possono guardarci dall’alto in basso. Non è mia intenzione fare facile retorica sull’argomento, non vi dirò che una delle nostre città più importanti è sommersa dai rifiuti, che continuiamo a dare dell’Italia un’immagine da Paese del terzo Mondo o che è semplicemente una vergogna. Ora più che mai è arrivato il momento di agire, studiare un piano che possa risolvere il problema rifiuti in maniera definitiva ed attuarlo. Bisogna andare a cambiare i costumi della gente, bisogna convincere il cittadino a riciclare una parte sempre maggiore dei suoi scarti, deve essere lui a volerlo, a sentirlo come obbligo verso di sè e la propria comunità, deve essere incentivato, sapendo che ciò è realmente utile, ed inoltre deve essere messo nelle condizioni di poter attuare una simile politica, non trovando alcuno ostacolo e magari avendo la possibilità di differenziare sempre più.
A sostegno di questa svolta, vorrei citare l’esempio di Somma Vesuviana, un comune nella provincia di Napoli che ha aderito al protocollo “rifiuti zero entro il 2020”, e che in seguito a questi ultimi sviluppi, sta incrementando in maniera considerevole la propria raccolta differenziata. Secondo il SIR regione Campania ( Sistema informativo rifiuti) il comune è arrivato al riciclaggio del 25,98% dei rifiuti su base semestrale, che potrebbe diventare del 52% su base annuale; questi dati hanno permesso al Comune di ricevere 65.000 Euro dalla Provincia di Napoli. Spero vivamente che l’esempio di Somma Vesuviana possa essere un incentivo per tutta la Campania e non solo.
Alessandro Iannielli
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